Ordinamento professionale

In questa sezione sono riportate le principali Leggi che regolamentano la professione di Geometra.

 

Decreto del Presidente della Repubblica n. 328 del 05/06/2001

Modifiche ed integrazioni della disciplina dei requisiti per l’ammissione all’esame di Stato e delle relative prove per l’esercizio di talune professioni, nonché della disciplina dei relativi ordinamenti.

attachmentDPR n. 328 5 giugno 2001

 

Legge n. 75 del 07/03/1985

Modifiche all’ordinamento professionale dei geometri: iscrizione all’albo

attachmentLegge n. 75 del 7 marzo 1985

 

Legge n. 144 del 02/03/1949

Approvazione della tariffa degli onorari per le prestazioni professionali dei geometri coordinata ed aggiornata da ultimo con il D.M. 6/12/1993, n. 596.

attachmentLegge n. 144 del 2 marzo 1949

 

Decreto Ministeriale del 15/02/1949

Approvazione del regolamento contenente le norme di procedura per la trattazione dei ricorsi dinanzi al Consiglio nazionale dei geometri. (GU n. 59 del 12-3-1949)

attachmentDecreto Ministeriale 15 febbraio 1949

 

Decreto Legislativo n. 382 del 23/11/1944

Norme sui Consigli degli Ordini e Collegi sulle Commissioni centrali professionali (Le Commissioni centrali sono ora denominate Consigli nazionali, in base all’art. 2 del D.L.P. 21/06/1946, n. 6)

attachmentDecreto Legislativo n. 382 23 novembre 1944

 

Regio Decreto n. 274 del 11/02/1929

Regolamento per la professione di geometra. (Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 15/03/1929).

attachmentRegio Decreto n. 274 11 febbraio 1929


Articoli in stralcio dal Codice Civile

 

Titolo I – Della disciplina delle attività professionali

Capo I – Disposizioni generali

Art. 2060.

Del lavoro.

 Il lavoro è tutelato in tutte le sue forme organizzative ed esecutive, intellettuali, tecniche e manuali.

 

Art. 2061.

Ordinamento delle categorie professionali.

L’ordinamento delle categorie professionali è stabilito dalle leggi, dai regolamenti, dai provvedimenti dell’autorità governativa e dagli statuti delle associazioni professionali.

 

Art. 2062.

Esercizio professionale delle attività economiche.

 L’esercizio professionale delle attività economiche è disciplinato dalle leggi, dai regolamenti

 

Titolo III – Del lavoro autonomo

Capo II – Delle professioni intellettuali

 Art. 2229.

Esercizio delle professioni intellettuali.

La legge determina le professioni intellettuali per l’esercizio delle quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi o elenchi.

L’accertamento dei requisiti per l’iscrizione negli albi o negli elenchi, la tenuta dei medesimi e il potere disciplinare sugli iscritti sono demandati (alle associazioni professionali), sotto la vigilanza dello Stato, salvo che la legge disponga diversamente.

Contro il rifiuto dell’iscrizione o la cancellazione dagli albi o elenchi, e contro i provvedimenti disciplinari che importano la perdita o la sospensione del diritto all’esercizio della professione è ammesso ricorso in via giurisdizionale nei modi e nei termini stabiliti dalle leggi speciali.

 

Art. 2230.

Prestazione d’opera intellettuale.

Il contratto che ha per oggetto una prestazione d’opera intellettuale è regolato dalle norme seguenti e, in quanto compatibili con queste e con la natura del rapporto, dalle disposizioni del capo precedente.

Sono salve le disposizioni delle leggi speciali.

 

Art. 2231.

Mancanza d’iscrizione.

Quando l’esercizio di un’attività professionale è condizionato all’iscrizione in un albo o elenco, la prestazione eseguita da chi non è iscritto non gli dà azione per il pagamento della retribuzione.

La cancellazione dall’albo o elenco risolve il contratto in corso, salvo il diritto del prestatore d’opera al rimborso delle spese incontrate e a un compenso adeguato all’utilità del lavoro compiuto.

 

Art. 2232.

Esecuzione dell’opera.

Il prestatore d’opera deve eseguire personalmente l’incarico assunto. Può tuttavia valersi, sotto la propria direzione e responsabilità, di sostituti e ausiliari, se la collaborazione di altri è consentita dal contratto o dagli usi e non è incompatibile con l’oggetto della prestazione .

 

Art. 2233.

Compenso.

Il compenso, se non è convenuto dalle parti e non può essere determinato secondo le tariffe o gli usi, è determinato dal giudice.

In ogni caso la misura del compenso deve essere adeguata all’importanza dell’opera e al decoro della professione.

Sono nulli, se non redatti in forma scritta, i patti conclusi tra gli avvocati ed i praticanti abilitati con i loro clienti che stabiliscono i compensi professionali .

 

Art. 2234.

Spese e acconti.

Il cliente, salvo diversa pattuizione, deve anticipare al prestatore d’opera le spese occorrenti al compimento dell’opera e corrispondere, secondo gli usi, gli acconti sul compenso.

 

Art. 2235.

Divieto di ritenzione.

Il prestatore d’opera non può ritenere le cose e i documenti ricevuti, se non per il periodo strettamente necessario alla tutela dei propri diritti secondo le leggi professionali.

 

Art. 2236.

Responsabilità del prestatore di opera.

Se la prestazione implica la soluzione di problemi tecnici di speciale difficoltà, il prestatore d’opera non risponde dei danni, se non in caso di dolo o di colpa grave.

 

Art. 2237.

Recesso.

 Il cliente può recedere dal contratto, rimborsando al prestatore d’opera le spese sostenute e pagando il compenso per l’opera svolta.

Il prestatore d’opera può recedere dal contratto per giusta causa. In tal caso egli ha diritto al rimborso delle spese fatte e al compenso per l’opera svolta, da determinarsi con riguardo al risultato utile che ne sia derivato al cliente.

Il recesso del prestatore d’opera deve essere esercitato in modo da evitare pregiudizio al cliente.

 

Art. 2238.

Rinvio.

 Se l’esercizio della professione costituisce elemento di un’attività organizzata in forma di impresa, si applicano anche le disposizioni del titolo II.

In ogni caso se l’esercente una professione intellettuale impiega sostituti o ausiliari, si applicano le disposizioni delle sezioni II, III, IV, del capo I del titolo II.

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